VIRTUOSISMO E MUSICA

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Quando:
6 agosto 2017 giorno intero
2017-08-06T00:00:00+02:00
2017-08-07T00:00:00+02:00
Dove:
Chiesa SS. Annunziata S. Annunziata

Domenica 6 Agosto, ore 10.30
Chiesa SS. Annunziata S. Annunziata

 

MATINÉE
CICLO MUSICA IN CHIESA

 

“VIRTUOSISMO E MUSICA”

 

I. MOSCHELES: GRAN DUO CONCERTANT PER FLAUTO OBOE E ORCHESTRA
G. BRICCIALDI: CARNAVAL DI VENEZIA PER FLAUTO E ORCH.
V. BELLINI: OBOE CONCERTO
F. SCHUBERT: SINFONIA N. 8 “INCOMPIUTA”

 

Orchestra Sinfonica del Festival – OFB

Oboe Solista: Sezai KOCABIYIK, Direttore generale dell’Orchestra Sinfonica di Istanbul

Flauto Solista: Bulent EVCIL, Primo Flauto dell’Orchestra Sinfonica di Istanbul

 

Direttore
Haris ILIADIS, Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Municipale di Thessaloniki

V. BELLINI
Oboe Concerto

The Oboe Concerto in E-flat major is an oboe concerto by Vincenzo Bellini, most likely composed in 1823. Bellini’s only surviving concerto, the piece is also an important part of his limited instrumental output. Performances typically last between seven and eight minutes.

Background
In 1819, at the age of eighteen, Bellini received a scholarship to the Conservatorio di San Sebastiano in Naples. He composed the Oboe Concerto during his studies. Gramophone called the piece “a product of his youth”.Some other works composed by Bellini during the period included sacred music and fifteen symphonies (six of which are lost). In addition, fragments exist for two other concertos for woodwind instruments composed around the time: a bassoon concerto in G major that remains incomplete and a draft for a flute concerto in A major.

Structure and analysis
The work is scored for solo oboe and an orchestra consisting of two flutes, two oboes, two clarinets, two bassoons, two French horns, and strings. It is in one movement with three distinct sections:
• I. Risoluto allegro
• II. Larghetto cantabile
• III. Allegro polonese
The piece is a concerto “all’italiana”, a relatively new form in Bellini’s time, which consists of an introduction, a slow section, and an Allegro. The first section, marked Risoluto allegro, is only nine bars long and in the key of G major. It does not develop any melodic material in the rest of the piece, and it consists of a chord progression that makes heavy use of chromatic intervals. Naxos Records referred to it as “the shortest of dramatic introductions”.[1] Charles-David Lehrer opined that the concerto “deleted the first movement structure”, in contrast to previous concerti for the oboe.[7] Lehrer also stated that most pieces without an extensive first movement were labeled as concertinos
The second section, Larghetto Cantabile, marks the first entrance of the boe and transitions to E-flat major, a major third down from the previous key of G major. In this section, the oboe soloist has several short cadenzas, expressive melodies, and fermata notes. The section can be divided into three subsections.[2] Hyperion Records called the oboe part in the section “aria-like”, stating that it was typical of the bel canto style that was to influence Frédéric Chopin.[3]
The third and final section, a polonaise marked Allegro, is the largest section of the piece and changes the time signature to 3/4.[2] The section shows a greater amount of interaction between the solo and orchestral parts, as there is frequent imitation and trading off of the main theme.[2] One compiler and publisher of Bellini’s music called the section arondo in the structure “ABACABX”; he also wrote that “the orchestra connects the different episodes by short riffs […] and replies once the main theme.”[9] Lehrer noted this third section as part of the common trend towards polonaises in rondo format as final movements of Romantic oboe concerti, listing it with works by Carl Maria von Weber, Stanislaus Verroust, and Georges Guilhaud.[8]

Reception[
The concerto has often been noted for its operatic qualities and the usage of bel canto themes in the solo oboe part. Valeria Lucentini, in an introduction to an edition of the piece, wrote, “Bellini devolves the lively and intense expressiveness of vocal music to the cantabile. As a result, Bellini places particular emphasis on the solo instrument, in effect giving it the same attention as the human voice.”[2] She also stated that this characteristic was possibly influenced by some of the wordless songs composed by Bellini’s teacher, Niccolò Antonio Zingarelli.[2]
Program notes for a United States Military Academy concert wrote that “The lyrical writing in the concerto is so indicative of Bellini’s style that one could easily believe it to belong to one of Bellini’s operas, and yet the work is still thoroughly idiomatic to the oboe.”[5] Hyperion Recordsopined that “Bellini’s juxtaposition of lyrical and more rigorous passages gives the little work an expertly managed inner balance.”[3]Gramophone referred to the concerto as one that “extends the past rather than smooths the passage to the twentieth-century revival of the form,” contrasting it with Domenico Cimarosa’s constructed oboe concerto by Arthur Benjamin as an example of a 20th-century ‘revival’ of a work that was not originally made.

W. A. MOZART
Sinfonia n. 40 in Sol minore K 550

La Sinfonia n. 40 in Sol minore K 550 fu composta da Wolfgang Amadeus Mozart a Vienna durante il mese di luglio del 1788. Essa è la seconda di tre sinfonie (le altre sono la n. 39 e la n. 41 “Jupiter”) composte in rapida successione durante l’estate del 1788.
La sinfonia è una delle più ammirate e conosciute composizioni di Mozart, ed è frequentemente eseguita e registrata in tutto il mondo.

Storia
L’estate del 1788 fu una stagione particolarmente prolifica per Mozart. La Sinfonia n. 40 fu ultimata il 25 luglio, preceduta dalla n. 39, completata il 26 giugno, e seguita dalla celebre n. 41, terminata invece il 10 agosto.
Struttura

Organico
La strumentazione prevede parti per flauto, due oboi, due clarinetti (aggiunti nella seconda versione), due fagotti, due corni e archi. Da notare è l’assenza di timpani e trombe, strumenti invece generalmente presenti nelle ultime sinfonie di Mozart.

Movimenti
Sono presenti quattro movimenti, coerentemente con i canoni della sinfonia del Classicismo:
1. Molto allegro, 2/2
2. Andante, 6/8
3. Minuetto e Trio: Allegretto, 3/4
4. Finale: Allegro assai, 2/4
Tutti i movimenti, con l’eccezione del terzo, sono in forma-sonata.

Molto allegro
Il primo movimento inizia in tono oscuro, non con il primo tema ma con l’accompagnamento, eseguito dalle viole, violoncelli e contrabbassi. La tecnica di iniziare l’opera con l’accompagnamento anziché con la proposizione diretta del tema sarà usata da Mozart anche nel suo Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 K 595 e diventerà comune nellamusica del romanticismo (per esempio nell’apertura del Concerto per violino e orchestra di Felix Mendelssohn e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Sergei Rachmaninoff).

Andante
Il secondo movimento ha un metro di 6/8 ed è in tonalità di Mi bemolle maggiore, che è la sopradominante maggiore della tonalità di Sol minore, con cui è composto il resto della sinfonia.

Minuetto e Trio
Il minuetto inizia in tono severo, con un’emiolia e un paio di frasi di tre battute; diversi musicologi hanno asserito che, nonostante si tratti di un “minuetto”, il suo particolare ritmo non consentirebbe di essere ballato facilmente. Il trio, che contrasta con il minuetto per via del suo carattere più leggero, è in Sol maggiore e vede l’alternarsi di sezioni per soli archi e sezioni per soli fiati.

Finale: Allegro assai
Il quarto e ultimo movimento si apre con una rapida serie di note ascendenti, delineando una triade di toniche. Questo effetto è anche noto come razzo di Mannheim, dal nome dell’omonima scuola musicale che l’ha inventato. Il movimento è prevalentemente costituito da frasi di otto battute. All’inizio dello sviluppo vi è un passaggio modulante che destabilizza l’intera tonalità: in questa sezione viene suonata ogni nota della scala cromatica eccetto una, il Sol naturale (la tonica).

Analisi e commenti
Si tratta della sinfonia più nota di Mozart. Robert Schumann arriverà ad accostarla ai criteri ideali della bellezza greca.
Originariamente considerata come esempio di grazia e leggerezza, forse confondendo la semplicità con cui vi si sviluppano e susseguono le varie melodie, appare oggi come fortemente introspettiva e di alto contenuto drammatico. Charles Rosen definisce la sinfonia “un’opera di passione, violenza e dolore”.Il minuetto è un esempio di questa drammaticità e anticipa quelle atmosfere romantiche che si ritroveranno in Beethoven e che qui appaiono trattenute, quasi nascoste.
Il musicologo tedesco Alfred Einstein la definisce “eroicamente tragica”.[2] Descrivendo gli svolgimenti armonici della sinfonia, usa queste parole: “sono come dei tuffi negli abissi dell’anima, simbolizzati in modulazioni tanto audaci che i contemporanei di Mozart non devono essere stati in grado di seguirli e tanto sublimi che soltanto Mozart stesso poté riportarli su di un livello terreno”.[4]
Commenti negativi sono invece stati espressi da Glenn Gould: il pianista afferma che nella sinfonia ci sono “otto battute memorabili – la serie di seste discendenti non accompagnate che viene subito dopo la sbarra del finale, il punto in cui Mozart tende la mano allo spirito di Anton Webern – isolate in una mezz’ora di banalità”.[5]
Prima esecuzione[modifica | modifica wikitesto]
Molti studiosi di Mozart sostenevano che fosse altamente probabile che Mozart non avesse mai ascoltato la sua sinfonia dal vivo. Alcuni musicologi andavano anche oltre, sostenendo che Mozart avesse composto la Sinfonia n. 40 (nonché la n. 39 e la n. 41) senza nemmeno l’intenzione che fosse eseguita durante il suo periodo di vita, ma piuttosto che fosse un “lascito ai posteri”; o (per usare le parole di Alfred Einstein), un “appello all’eternità”.[6]
Studi più recenti suggeriscono che queste supposizioni non siano esatte. Per esempio, è stata ritrovata una lettera del musicista Johann Wenzel (1762 – 1831), datata 10 luglio1802 e indirizzata all’editore Ambrosius Kühnel, residente a Lipsia: in tale scritto, Wenzel si riferisce a una esecuzione della Sinfonia n. 40 presso l’abitazione del barone Gottfried van Swieten in presenza di Mozart. Tuttavia, la sinfonia fu eseguita talmente male che il compositore decise di lasciare la sala.[7]
Esistono anche prove di altre esecuzioni. Tra la data di composizione della sinfonia e la morte del compositore, furono dati numerosi concerti sinfonici in cui era inclusa la musica di Mozart. In alcuni casi i programmi di tali concerti sono sopravvissuti, e talvolta era inclusa una sinfonia non ben identificata, di cui non si specificava data di composizione o tonalità. Ecco alcuni concerti di cui si ha notizia:[8]
• Dresda, 14 aprile 1789, durante il viaggio di Mozart a Berlino;
• Lipsia, 12 maggio 1789, durante lo stesso viaggio;
• Francoforte sul Meno, 12 ottobre 1790;
• Sono sopravvissute copie di una locandina di un concerto dato dalla Tonkünstlersocietät (“Società dei Musicisti”) il 17 aprile 1791 al Burgtheater di Vienna, condotto da Antonio Salieri. La prima composizione in programma è indicata come “Una Grande Sinfonia composta dal Signor Mozart”.[9]
È rilevante il fatto che Mozart abbia rivisto e leggermente modificato la sua sinfonia: sono infatti tuttora conservati i manoscritti di entrambe le versioni negli archivi della Gesellschaft der Musikfreunde a Vienna, donati a tale società da Johannes Brahms.[10][11] L’esistenza di due versioni “dimostra che [la sinfonia] fu eseguita in pubblico, in quanto Mozart difficilmente avrebbe perso tempo ad aggiungere i clarinetti e a riscrivere le parti per flauti e oboi se non ci fosse stato uno specifico concerto in programma.”[12] L’orchestra del concerto del 1791 a Vienna include i fratelli clarinettisti Anton e Johann Stadler; la presenza dei clarinetti nell’orchestra implica quindi che solo la Sinfonia n. 39 e la n. 40 potevano essere in programma”,[12] in quanto sono le uniche due a prevedere tale strumento nella loro partitura.
Anche la versione senza clarinetti fu sicuramente eseguita in pubblico, in quanto Mozart potrebbe avere sentito la necessità di rivedere la sinfonia e modificarne alcune parti dopo averne effettivamente ascoltato dal vivo l’esecuzione e aver constatato che esistevano aspetti da migliorare.[13]
Si hanno anche prove di altri concerti: Mozart si stava preparando ad eseguire i cosiddetti “Concerti nel Casino”, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo casino nella Spiegelgasse a Vienna, il cui proprietario era Philipp Otto. Mozart aveva anche mandato alcuni inviti per questa serie di concerti al suo amico Michael von Puchberg. È però impossibile stabilire se i concerti si siano effettivamente tenuti, o se siano stati cancellati per mancanza di interesse.[1] Secondo Zaslaw, si tenne solo il primo dei tre concerti previsti.
Influenze[modifica | modifica wikitesto]
Ludwig Van Beethoven conosceva molto bene la Sinfonia n. 40: in uno dei suoi quaderni il compositore aveva ricopiato 29 battute della composizione. È probabile che il tema di apertura del quarto movimento sia stato d’ispirazione per Beethoven nel comporre il terzo movimento della sua quinta sinfonia.[14]

HARIS ILIADIS
Conductor
Chief Conductor and Artistic Director, Thessaloniki Symphony Orchestra (Greece)

Curriculum Vitae

Haris Iliadis was born in September the 10th 1972 in Thessaloniki, Greece. He studied piano, harmony and counterpoint at the „New Conservatory-Thessaloniki“ in the classes of Kate Saragiotou and Christos Samaras. From the „New Conservatory-Thessaloniki“ he obtained the Diploma of Harmony in 1991, the Piano Diploma in 1992 (with the grade of Excellence) and the Counterpoint Diploma in 1993.

While studying in Greece, he took part in many orchestral and chamber music concerts as pianist and cembalist-conductor. Furthermore, he attended piano courses with Hans Graf, Konstantin and Julia Ganev, Dimitris Sgouros and conducting courses with Karolos Trikolidis and Yuri Simonov in Greece, the Czech Republic, Hungary Bulgaria and Austria. He also worked as assistant conductor for the orchestra and choire of the „Anatolia College Thessaloniki“ the high school where he studied, and, during his last year of studies in the „New Conservatory-Thessaloniki“ as piano teacher and accompanist for the „Lied and Opera“ classes. After his studies he also worked as assistant conductor for the Thessaloniki Symphony Orchestra.

Since October 1993 he has been studying conducting at the Academy of Music and Dramatic Art „Mozarteum“ in Salzburg, Austria in the classes of Michael Gielen and Denis Russel Davis, where he obtained the Diploma in conducting (Magister Artium) in June 1997.

In 1994 he was awarded the „Special Prize for young conductors of the Debrecen Phinharmonic Orchestra“(voted by the musicians of the orchestra).

Until now he has performed as guest conductor with the Youth Orchestra of Thessaloniki „Dimitris Mitropoulos“ (Thessaloniki Spring Festival 1996), the orchestra of the Academy of Music and Dramatic Art „Mozarteum“ in Salzburg, the Thessaloniki Symphony Orchestra, the Athens Symphony Orchestra, the State Symphony Orchestra of Thessaloniki, the State Symphony Orchestra of Athens, the Pazartzik, Vratza and Vidin Symphony Orchestras (Bulgaria), the Bacau Symphony Orchestra, the Dnipropetrovsk Symphony Orchestra, the Orchestra of the Charkovo Opera, the Sudeten Philharmonic of Waldrych and the Nürnberg Symphony Orchestra.

Over the academic period 2000 – 2001 he worked as a Professor of Musicology and Theoretical Studies at the Music Department of the Aristoteles University of Thessaloniki.

He has been the permanent Conductor at the City of Thessaloniki Symphony Orchestra since August 2001, and its Principal Conductor and Artistic Director since September 2005. In this position he is responsible not only for the artistic program of the annual season, but also for organizing concerts and tours in other cities and abroad.

Throughout his career he has worked with distinguished soloists like Cheryl Studer, Paul Badura – Skoda, Kostas Kotsiolis, Dimitris Sgouros, various soloists of the National Opera – House etc. His repertory stretches from the Baroque to the 20th century, specializing to the 19th century romantic repertoire (Sibelius, Bruckner, Richard Strauss a.o.).

In February 2007 he made his debut in the State Opera of Thessaloniki conducting “The Bat” by Johann Strauss (with no rehearsal), and in August 2009 he won the 1st prize of the Duna Symphony Orchestra in Budapest where he performed in November 2009.

In November 2016 he made the world premiere of Christos Samaras “Nostos II” which is dedicated to him.


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