PASSIONE SINFONICA

Posted by | No Tags | | Commenti disabilitati su PASSIONE SINFONICA

Quando:
4 agosto 2017 giorno intero
2017-08-04T00:00:00+02:00
2017-08-05T00:00:00+02:00
Dove:
PARCO DELLA RIMEMBRANZA

Venerdì 4 Agosto, ore 21.15
PARCO DELLA RIMEMBRANZA

 

CICLO SINFONICO

 

“PASSIONE SINFONICA”

 

L. V. BEETHOVEN: SINFONIA N. 7 IN LA MAGGIORE OP. 92
L. V. BEETHOVEN: CONCERTO PER PIANOFORTE E ORCHESTRA N. 5 detto “L’IMPERATORE”

Orchestra Sinfonica del Festival – OFB

Pianoforte: Francesco ALLEGRA

Direttore: Dejan SAVIC, General Manager e Direttore Principale Teatro dell’Opera di Belgrado

 

 

L. V. BEETHOVEN
SINFONIA N. 7 IN LA MAGGIORE OP. 92

La Sinfonia n. 7 in la maggiore Op. 92 fu composta da Ludwig van Beethoven fra il 1811 e 1812. Fu eseguita per la prima volta l’8 dicembre 1813 a Vienna.

Breve cronistoria
La Sinfonia n. 7, scritta a distanza di tre anni dalla Sinfonia n. 6 “Pastorale”, tra il 1811 ed il 1812, non ha una linea di continuità con le precedenti sinfonie, che furono composte dal 1801 al 1808 senza interruzione. Tra il 1809 e l’inizio della composizione della nuova sinfonia, Beethoven aveva portato a termine il Concerto per pianoforte n. 5, l’ultimo, (1809), le musiche per l’Egmont di Goethecompletate intorno al 1810, il Quartetto in fa minore op. 95, dello stesso anno.
La scrittura della Sinfonia n. 7 iniziò a Teplitz, una città termale in Boemia dove Beethoven seguiva una cura nel 1811, sperando recuperare ivi il suo udito. La prima esecuzione ebbe luogo l’8 dicembre del 1813 nella sala grande dell’Università di Vienna per un concerto di beneficenza. Richard Wagner in L’opera d’arte dell’avvenire così descrisse questa sinfonia: «La sinfonia è l’apoteosi della danza: è la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni. Beethoven nelle sue opere ha portato nella musica il corpo, attuando la fusione tra corpo e mente.»

I movimenti
La settima sinfonia dura trentotto minuti circa ed è composta da quattro movimenti, di cui il ritmo è l’elemento generatore.
I Movimento: Poco sostenuto
Vivace: dopo un’introduzione che si basa essenzialmente su un quadro melodico discendente degli oboi e su una tenue cantilena dei legni, erompe nei flauti preceduto dal tema del primo movimento (il Vivace) che man mano prende corpo coinvolgendo tutta l’orchestra.
II Movimento – Allegretto
Il movimento è aperto e chiuso da un accordo dolente in la minore. Il primo tema, basato su una melodia dal ritmo marcato, quasi in passo di marcia, è ripetuto più volte progressivamente arricchito nel contrappunto. Il secondo tema, in maggiore, ha andamento cantabile.
III Movimento – Presto
Assai meno presto. È il momento più danzante della sinfonia; il ritmo è leggero, fresco, con impeti improvvisi, uniti da movimenti veloci. Tutto è giocato sul virtuosismo. Nel ritornello della melodia compare anche il tema di un canto popolare austriaco di contenuto religioso.
IV Movimento – Allegro con brio
Questo allegro propone un tema in sedicesimi che si alterna con un motivo trionfale introdotto dai fiati sullo scandire degli archi.

L. V. BEETHOVEN
CONCERTO PER PIANOFORTE E ORCHESTRA N. 5 detto “L’IMPERATORE”

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 5 di Ludwig van Beethoven fu composto tra il 1809 e il 1810. È detto “L’Imperatore”, nome assegnatogli in via del tutto posticcia e non inerente a Napoleone Bonaparte cui si riferisce invece la Terza Sinfonia del 1804 detta “Eroica”. Il concerto fu dedicato come il precedente dell’op.58 all’arciduca Rodolfo Giovanni d’Asburgo-Lorena. La prima di questo concerto non fu eseguita a Vienna ma a Lipsia, l’anno successivo a quello della sua stesura definitiva, il 28 novembre 1811, dal pianista Friedrich Schneider e sotto la direzione di Johann Philipp Christian Schulz. A Vienna fu eseguito l’anno dopo, con un pubblico che dimostrò una certa freddezza nei confronti del capolavoro beethoveniano, anche in considerazione della durata dell’esecuzione (circa 40 minuti).
Il concerto è in mi bemolle maggiore ed è suddiviso in 3 movimenti:
• Allegro
• Adagio un poco mosso (in si maggiore)
• Rondò: Allegro
L’allegro apre con una cadenza che presenta carattere virtuosistico, a cui segue l’esposizione dei temi da parte di un Tutti orchestrale. Il primo è pomposo e gioioso e si differenzia nettamente dal secondo tema, interiore ed essenziale nella scrittura, che viene esposto dall’orchestra dapprima nella Tonica sul modo minore, più tardi dal pianoforte solo in si minore e nella ripresa in do diesis minore. Il percorso armonico in questo primo tempo risulta piuttosto articolato e complesso, così da sottolineare la frequente ricerca da parte di Beethoven di un approfondimento e reinterpretazione delle forme, che fin dalla giovinezza era uso modificare (come dimostrano alcune sonate giovanili e quelle che fanno parte del cosiddetto terzo periodo compositivo di Beethoven).
L’adagio un poco mosso presenta un tema dalla cantabilità estrema unita alla dolcezza sublime, tipica dei suoi tempi lenti centrali. È ricco di trilli, abbellimento utilizzato per rendere l’effetto del prolungamento altrimenti scadente nei pianoforti dell’epoca, alquanto poveri di sonorità. Anche in questo frangente il pianoforte non è mero strumento solista, ma appare splendidamente fuso con l’orchestra, che inizialmente accompagna il tema eseguito dal pianoforte e da ultimo lo espone da protagonista, accompagnato dal pianoforte nel registro acuto dello strumento.
Con una modulazione improvvisa tramite una discesa cromatica (si-si bemolle ovvero dominante di mi bemolle) avviene il collegamento col Rondò finale, che presenta nel tema principale un’emiolia che gli dona un carattere scintillante e gioioso. La zona centrale diventa una continua proposizione del tema da parte del pianoforte, con accenti particolarmente delicati, a cui segue sempre la risposta imperiosa dell’orchestra. Dopo una sorta di ripresa il dialogo tra pianoforte e orchestra diventa più stretto fino all’arrivo della breve cadenza finale, a cui segue un’altrettanto stringata coda dell’orchestra a chiudere con effetto trascinante il concerto.


No Comments

Comments are closed.