IL BARBIERE DI SIVIGLIA

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Quando:
15 agosto 2017 giorno intero
2017-08-15T00:00:00+02:00
2017-08-16T00:00:00+02:00
Dove:
PARCO DELLA RIMEMBRANZA

Martedì 15 Agosto 2017, ore 21.15

PARCO DELLA RIMEMBRANZA

CICLO OPERA

GIOACHINO ROSSINI: “IL BARBIERE DI SIVIGLIA”

Orchestra Filarmonica del Festival – OFB

CORO LIRICO D’ABRUZZO

Maestro del Coro: Fabio D’ORAZIO

Irene Molinari: Rosina

Christian Collia: Conte di Almaviva

Daniele Caputo: Figaro

Claudio Ottino: Don Bartolo

Carlo di Cristoforo: Don Basilio

Valentina Iannone: Berta

Nazario Pantaleo Guadagno: Fiorello

Allestimenti, Scene e Costumi di Societa’ Artisti Lirici  Torinesi “Tamagno” di Angelica Frassetto

Regia di Alberto PALOSCIA

Direttore Artistico Fondazione Teatro “Goldoni” di Livorno

Direttore: Dejan SAVIC

General Manager e Direttore Principale Teatro dell’Opera di Belgrado

ALBERTO PALOSCIADirettore Artistico
Fondazione Teatro Goldoni
Nato a Firenze il 18 luglio 1958, compie nella sua città studi classico-umanistici, alternandoli con quelli musicali (pianoforte, teoria, solfeggio, canto) effettuati privatamente. Si dedica quindi allo studio della produzione di Pietro Mascagni, di Giacomo Puccini, di Alfredo Catalani e del melodramma della Scapigliatura milanese, approfondendo così i suoi interessi sul teatro d’opera italiano fra Otto e Novecento, ambito nel quale principalmente si svolge la sua attività di studioso, ricercatore e musicologo. Dal 1978 all’89 è impegnato in veste di critico musicale con vari quotidiani (recensendo eventi musicali in Italia e all’estero, in particolare al Maggio Musicale Fiorentino e al Festival di Salisburgo) e riviste specializzate.
Dall’82 collabora regolarmente alle pubblicazioni del Teatro Comunale di Firenze e del Maggio Musicale Fiorentino. Dall’84 inizia a occuparsi di organizzazione musicale; proprio in quell’anno ricopre la carica di Consulente Artistico del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, contribuendo, in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della morte di Puccini, alla realizzazione dell’opera Edgar. Del Cantiere Internazionale d’Arte è consulente ancora nell’89 e nel ’91, curando la scelta delle compagnie di canto delle opere Il matrimonio segreto di Cimarosa e Nina pazza per amore di Paisiello.
Nell’85, sotto la direzione artistica di Luciano Alberti, è responsabile dell’Ufficio Stampa del Festival Pucciniano di Torre del Lago. Al 1988 risale l’inizio della sua collaborazione con il Comitato Estate Livornese (CEL-Teatro di Livorno, oggi Fondazione Teatro Goldoni), di cui, su invito dell’allora direttore artistico Renzo Giacchieri, è stato Responsabile dell’Ufficio Stampa (’88), Coordinatore Artistico del Progetto Mascagni (’89) e, dal ’90, ricopre la carica di direttore artistico: in quest’ambito si segnalano le riproposte di opere mascagnane di rara esecuzione quali Il piccolo Marat, I Rantzau, Lodoletta, Guglielmo Ratcliff, Silvano, Zanetto, Le maschere e l’operetta Sì, le celebrazioni dei centenari di Cavalleria rusticana, de L’amico Fritz e di Iris, la prima mondiale de La Lupa di M. Tutino da lui personalmente commissionata, la prima rappresentazione in Toscana della prima versione di Madama Butterfly del 1904 (1990), l’apertura nel 1995, con la proposta di Orfeo ed Euridice, di un nuovo progetto dedicato a Gluck e al suo librettista Ranieri de’ Calzabigi, la prima italiana dell’opera giovanile di George Gershwin Blue Monday in occasione del sessantesimo anniversario della scomparsa del compositore statunitense (1997) e la riproposta di alcuni titoli dell’operetta italiana come Sì di Mascagni e L’acqua cheta di Petri.
Per le stagioni operistiche livornesi invita importanti direttori d’orchestra, quali Bruno Bartoletti, Gianandrea Gavazzeni, Gustav Kuhn, Bruno Rigacci, Massimo De Bernart, Piero Bellugi, Roberto Tolomelli, Tiziano Severini, Antonello Allemandi, Bruno Aprea, Jonathan Webb, Alberto Veronesi, Elio Boncompagni, Lukas Karitynos, e registi e scenografi di fama, in gran parte provenienti dal teatro di prosa e dal cinema, come Claude D’Anna, Simona Marchini – che firma l’edizione del centenario de L’amico Fritz di Mascagni nel 1991, una nuova produzione di Tosca di Puccini nel 1996 e un’acclamata edizione dell’operetta Sì di Mascagni, ancora nel ‘96 – Marisa Fabbri, Filippo Crivelli, Sylvano Bussotti, Piera Degli Esposti – che viene invitata a debuttare come regista d’opera con Lodoletta di Mascagni – Giancarlo Del Monaco – che fa la sua rentrée in Italia dopo molti anni di assenza con la nuova produzione di Guglielmo Ratcliff di Mascagni realizzata in collaborazione con l’Oper der Stadt Bonn – Lindsay Kemp – che su suo invito realizza con successo nel 1998 e nel 2001 le edizioni di Iris e delle Maschere in occasione delle ricorrenze dei centenari delle prime rappresentazioni delle due opere mascagnane – Micha van Hoecke – che nel 2005 cura regia e coreografia di una nuova Gioconda ponchielliana coprodotta con il Teatro dell’Opera Nazionale di Atene – Federico Tiezzi – al quale affidata la nuova produzione di Iris nel 2006, realizzata in coproduzione con la Fondazione Teatro Verdi di Trieste e con la Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari – Graziano Gregori e Ivan Stefanutti.
Coinvolge inoltre giovani registi in ascesa quali Marina Bianchi, Ivan Stefanutti, Italo Nunziata, Marco Gandini e Alessio Pizzech. Alcuni cantanti di chiara fama, quali Giovanna Casolla, Denia Mazzola Gavazzeni, Adriana Morelli, Ines Salazar, Maria Dragoni, Katerina Ikonomou, Fedora Barbieri, Viorica Cortez, Ildiko Komlosi, Giuseppe Giacomini, Lando Bartolini, Giorgio Merighi, Pietro Ballo, Mario Malagnini, José Bros, Alfredo Portilla, Silvano Carroli, Vicente Sardinero, Armando Ariostini, Bruno De Simone, si presentano su suo invito nelle stagioni del Teatro di Livorno. Gran parte delle produzioni mascagnane del CEL di Livorno da lui realizzate (Cavalleria rusticana, L’amico Fritz, I Rantzau, Lodoletta, Guglielmo Ratcliff, Sì, Iris, Le maschere) vengono registrate in CD e DVD e pubblicate dalle case discografiche Fonè, Agorà, Kikko Classic e Bongiovanni. Da ricordare, inoltre, la presenza nei cartelloni concertistici da lui firmati, di direttori e concertisti di chiara fama quali Gianluigi Gelmetti, Piero Bellugi, Frans Bruggen, Shlomo Mintz, Salvatore Accardo, Murray Perahia, Viktoria Mullova, Katia e Marielle Labèque, Lazar Berman, Gidon Kremer, Heinrich Schiff, Uto Ughi e altri.
Nel luglio del 1994 viene insignito del prestigioso Premio Internazionale Luigi Illica per il suo contributo alla riscoperta dell’opera verista; ancora nell’estate dello stesso anno debutta come regista mettendo in scena Lo speziale di Haydn al Festivalterme di Bagni di Lucca; torna alla regia nel 2002 mettendo in scena Nabucco di Verdi al Festival Estivo del Vittoriale sul Lago di Garda; nell’estate del 2006 firma la regia di Madama Butterfly a Pescara e della Bohème nel circuito regionale del Molise. Nell’estate del 2009 inaugura il Cervinara Opera Festival mettendo in scena Lucrezia Borgia di Donizetti, dove torna l’anno successivo con Norma. Nel gennaio 2010 firma la regia delle Convenienze e inconvenienze teatrali ancora di Donizetti all’Opera Nazionale di Ankara ottenendo grandi consensi di pubblico e di critica. Nel maggio 2011 debutta in Corea mettendo in scena al Seoul Arts Center La traviata, produzione realizzata per il debutto del grande soprano Mariella Devia in un’opera lirica in Corea.
Nel 2012 Cavalleria rusticana al Teatro Verdi di Genova, Madama Butterfly nel prestigioso spazio dell’Anfiteatro del Museo Pecci di Prato; Il trovatore al Teatro Rinnovati di Siena, in occasione della ricorrenza del 90º anniversario della nascita del grande baritono senese Ettore Bastianini; Cavalleria rusticana a Campi Bisenzio. Nel 2013 Le nozze di Figaro di Mozart al Teatro Comunale di Belluno e al Teatro Cantero di Chiavari. È regolarmente invitato nelle commissioni giudicatrici di prestigiose competizioni internazionali di canto; nel giugno del 1995 è membro e coordinatore della giuria del Concorso Internazionale Voci Verdiane di Busseto.
Nel 2012 è docente di una masterclass di interpretazione e di arte scenica sull’opera verista presso la Sicilia Opera Academy di Catania. Dal maggio 2012 è docente di un seminario dedicato all’organizzazione e alla gestione di eventi musicali presso l’università di Firenze. Viene insignito del Premio Antonio Bacchelli a Livorno e del Premio Circeo Lirica, che condivide con il grande baritono Giuseppe Taddei a San Felice Circeo. E’ accademico del Premio “Le Muse” di Firenze, assegnato negli ultimi anni a grandi personalità del mondo musicale quali Riccardo Muti, Zubin Mehta, Bruno Bartoletti, Mirella Freni, Mariella Devia.
Nella sua veste di direttore artistico del Teatro di Livorno favorisce importanti coproduzioni e scambi internazionali: da ricordare la coproduzione con l’Opera di Bonn per Guglielmo Ratcliff di Mascagni (1995; regia di Giancarlo Del Monaco), la collaborazione con la Spagna – in particolare con il Festival di Perelada e il Festival della Galizia di Santiago di Compostela e con i teatri di Santander, Bilbao e Valencia – per la produzione del Flauto magico di Mozart (1999; regia di Lindsay Kemp), titolo proposto a Livorno nella doppia versione, quella in lingua originale e quella in lingua italiana tradotta dal librettista livornese Giovanni De Gamerra e la coproduzione della Gioconda di Ponchielli con l’Opera Nazionale di Atene (2005; regia di Micha van Hoecke). Sempre con la Fondazione Teatro Goldoni di Livorno è presente, con concerti e format spettacolari dedicati alla produzione di Mascagni, negli Istituti di Cultura di Tokyo e Londra e all’Auditorium Ranieri di Monte Carlo. Uno dei suoi grandi traguardi professionali: la riapertura del restaurato Teatro Goldoni di Livorno, nel gennaio 2004, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, con Cavalleria rusticana di Mascagni.

Martedì 15 Agosto 2017, ore 21.15
Piazza Duca degli Abruzzi
CICLO OPERA

GIOACHINO ROSSINI
“IL BARBIERE DI SIVIGLIA”

Orchestra Sinfonica del Festival – OFB
International Opera Choir
Maestro del Coro: Gea GARATTI

Direttore: Dejan SAVIC
General Manager e Direttore Principale Teatro dell’Opera di Belgrado – Serbia

Regia: Alberto Paloscia
Direttore Artistico Teatro dell’Opera “Goldoni” di Livorno

Il barbiere di Siviglia è il titolo convenzionale e più noto con il quale si identifica il celebre melodramma di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais, che invece si intitola a tutti gli effetti Almaviva, ossia l’inutil precauzione.
La prima, di Almaviva, o sia l’inutil precauzione probabilmente per discostarla dall’omonimo lavoro di Giovanni Paisiello, fu un fiasco, riscattato immediatamente dal successo delle repliche. L’opera di Rossini finì ben presto per oscurare quella del compositore tarantino, divenendo una delle più rappresentate e probabilmente la più famosa del compositore pesarese. Ad esempio, nel 1905, il celebre tenore Angelo Masini decise di chiudere la propria carriera proprio con la rappresentazione de Il barbiere di Siviglia.
L’opera, come tutte quelle scritte da Rossini, divenne subito celebre all’epoca ed ancor oggi è tra le maggiormente eseguite.

Trama
Atto I
Il Conte d’Almaviva è innamorato della bella Rosina, che abita nella casa del suo anziano tutore , don Bartolo, a sua volta segretamente intenzionato a sposarla. Il Conte chiede a Figaro, barbiere nonché “factotum della città”, di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza, alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro.
Figaro consiglia al Conte di cambiare personalità e fingersi un giovane soldato ubriaco, cui Rosina si dimostra presto interessata grazie anche ad una bella serenata cantata sotto le finestre della casa dello zio; il barbiere procura, inoltre, a Lindoro un foglio che ne attesta la temporanea residenza in casa di don Bartolo e tenta di allacciare i rapporti con Rosina.
Don Basilio, il maestro di musica della ragazza, sa della presenza del Conte di Almaviva in Siviglia e suggerisce a don Bartolo di calunniarlo per sminuirne la figura, e giunge in casa sorprendendo Figaro e Rosina. La ragazza però aveva già scritto un biglietto per Lindoro, ma Don Bartolo si accorge che manca un foglio dal taccuino e striglia Rosina.
Secondo i piani, il Conte d’Almaviva irrompe nella casa di Don Bartolo fingendosi un soldato ubriaco, ma crea una tale confusione che arrivano i gendarmi. Quando però il Conte si fa riconoscere di nascosto dall’ufficiale, i soldati si mettono sull’attenti, lasciando Don Bartolo esterrefatto.

Atto II
Don Bartolo comincia a sospettare per quanto riguarda la vera identità del giovane soldato Lindoro. Giunge il sedicente maestro di musica don Alonso (in realtà sempre il Conte, celato sotto un nuovo travestimento), che afferma di essere stato inviato da Don Basilio, rimasto a casa febbricitante, a sostituirlo nella lezione di canto per Rosina.
Per guadagnare la fiducia del tutore, il finto Don Alonso gli mostra il biglietto che Rosina gli aveva mandato. Nel frattempo giunge Figaro con il compito di fare la barba al padrone di casa. Nonostante Figaro faccia il possibile per coprire la conversazione dei due giovani, Don Bartolo capta le loro parole e caccia tutti. Con lui resta solo Berta, la serva, a commiserare il vecchio padrone.
Don Bartolo fa credere a Rosina, mostrandole il biglietto consegnatogli da Don Alonso, che Lindoro e Figaro si vogliano prendere gioco di lei, e quest’ultima amareggiata acconsente alle nozze con il suo tutore, che prontamente fa chiamare il notaio. In quel momento arriva anche Don Basilio, mentre con una scala Figaro e il Conte entrano in casa dalla finestra e raggiungono Rosina. Finalmente il Conte rivela la propria identità, per chiarire la situazione e convincere la fanciulla della sincerità del suo amore.
Don Bartolo ha però fatto togliere la scala e i tre complici si trovano senza via di fuga. In quel momento sopraggiunge il notaio chiamato a stendere il contratto delle nozze tra Don Bartolo e Rosina. Approfittando dell’assenza temporanea del tutore, il Conte chiede a Figaro e a Don Basilio (dietro congrua ricompensa), di fare da testimoni e inserire nel contratto il nome suo in luogo di quello di Don Bartolo. Giunto troppo tardi, a quest’ultimo resta la magra consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina, che il Conte di Almaviva rifiuta. Gli amanti coronano dunque il loro sogno.

Struttura dell’opera
Rappresentazione del 15 novembre 1913 alTeatro Bol’šoj di Mosca. (In alto, il celebre bassoFëdor Ivanovič Šaljapin)
• Sinfonia (Mi minore)
Atto I
• 1 Introduzione
• Coro Piano, pianissimo (Fiorello, Conte, Coro)
• Cavatina Ecco, ridente in cielo (Conte)
• Seguito dell’introduzione (Recitativo) Ehi, Fiorello?… (Conte, Fiorello, Coro)
• 2 Cavatina Largo al factotum (Figaro)
• 3 Canzone Se il mio nome saper voi bramate (Conte)
• 4 Duetto All’idea di quel metallo (Figaro, Conte)
• 5 Cavatina Una voce poco fa (Rosina)
• 6 Aria La calunnia è un venticello (Basilio)
• 7 Duetto Dunque io son… tu non m’inganni? (Rosina e Figaro)
• 8 Aria A un dottor de la mia sorte (Bartolo)
• 9 Finale I
• Ehi di casa… buona gente… (Conte, Bartolo)
• Signori miei (Figaro)
• La Forza! (Tutti, Ufficiale e coro)
• Guarda don Bartolo (Rosina, Conte, Berta, Figaro)
• Stretta (Tutti, Ufficiale, Coro)
Atto II
• 10 Duettino Pace e gioia sia con voi (Conte, Bartolo)
• 11 Aria Contro un cor che accende amore (Rosina)
• 12 Arietta Quando mi sei vicina (Bartolo)
• 13 Quintetto Don Basilio!… (Rosina, Conte, Figaro, Bartolo, Basilio)
• 14 Aria Il vecchiotto cerca moglie (Berta)
• 15 Temporale
• 16 Terzetto Ah! qual colpo inaspettato (Rosina, Conte, Figaro)
• 17 Recitativo strumentato Il Conte!… ah, che mai sento!… (Conte, Bartolo)
• 18 Aria Cessa di più resistere (Conte, Coro)
• 19 Finaletto II Di sì felice innesto (Tutti e Coro)

Auto-imprestiti
• La Sinfonia dell’opera proviene dall’Aureliano in Palmira, riutilizzata poi anche nell’Elisabetta, regina d’Inghilterra
• L’Introduzione Piano pianissimo proviene dal Sigismondo (Introduzione In segreto a che ci chiama)
• La serenata Ecco, ridente in cielo proviene dall’Aureliano (Coro Sposa del grande Osiride)
• La cabaletta Io sono docile proviene dall’Elisabetta (Cabaletta Questo cor ben lo comprende)

Organico orchestrale
La partitura di Rossini prevede l’utilizzo di:
• 2 flauti (anche ottavini), 1 oboe (2 oboi solo nella Sinfonia), 2 clarinetti, 2 fagotti
• 2 corni, 2 trombe, 1/3 tromboni o a volte nessuno
• timpani (solo nella Sinfonia), grancassa, sistri
• chitarre
• macchina del vento
• archi.
Per i recitativi:
• basso continuo: clavicembalo (violoncello e contrabbasso ad libitum)

La Musica è l’Arte del cuore, dal cuore parte ed il cuore tocca, dal canto della madre al proprio figlio alle somme vette raggiunte dai grandi compositori di tutti i tempi.
Nel canto, poi, trova la sua espressione più immediata e più pura.
La coralità diventa strumento di comunione fra gli uomini al servizio della pace e dell’armonia.
Essa svela la magia dell’intrecciarsi delle diverse voci, libera positive energie e raggiunge chi l’ascolta in un unico messaggio di bellezza.”
Gea Garatti – Maestro del Coro
Nel 2014 nasce l’International Opera Choir: una nuova compagine lirica a più voci, aperta a giovani cantanti di tutte le nazioni che vogliono approfondire il grande repertorio corale nelle sue varie e magnifiche espressioni.
Si presenta per la prima volta al pubblico in occasione del concerto Pacem in Terris del 28 novembre 2014, tenuto a battesimo dalla Fondazione Carla Fendi, nella cornice della Basilica di S. Giovanni in Laterano.
Il 21 febbraio 2015, si esibisce presso la Cattedrale di Avezzano, per il Concerto dedicato al Centenario del Terremoto della Marsica del 1915, sotto la direzione di Jacopo Sipari di Pescasseroli.
Attento promotore dell’Opera, come patrimonio culturale da diffondere anche in luoghi normalmente non deputati alla lirica,su un’idea della creatrice di eventi Raffaella Baioni, lo I.O.C. realizza nel 2014 alcuni flash mob operistici all’interno del Mercato di Ponte Milvio e partecipa alla rassegna “Orvieto4ever”, presentato da Tony Renis, esibendosi con l’attore Kevin Costner ed eseguendo una versione pop del celebre coro “Va pensiero”.
Con l’Ensemble dello I.O.C, segue, il 14 febbraio, nella serata dedicata a S. Valentino, lo spettacolo lirico ”La magie du Farnèse”, con arie e cori d’opera della tradizione italiana e francese, evento originale e coinvolgente nella magnifica sede dell’Ambasciata di Francia a Roma.
Per celebrare il centenario della Prima Guerra Mondiale, il Coro I.O.C. accetta di registrare, cogliendo l’invito della Banda dell’Esercito Italiano, diretta dal M° Antonella Bona, un cd, uscito in aprile 2105, in cui spicca l’Inno a Roma di Giacomo Puccini, accompagnando la voce del tenore Gianluca Terranova.
L’International Opera Choir partecipa in giugno 2015 all’inaugurazione del 58° Festival di Spoleto con Così fan Tutte di W.A. Mozart, per la regia di Giorgio Ferrara, sotto la bacchetta prestigiosa di James Conlon, alla guida dell’Orchestra Luigi Cherubini, fondata dal M° Riccardo Muti.
Nel giorno di Santa Cecilia, 21 novembre 2015, protettrice dei Musicisti e grazie al contributo della Fondazione Carla Fendi realizza un progetto corale per la Celebrazione del 50° della Chiesa dei Santi Antonio e Annibale Maria, eseguendo un’originale programma intorno allo Stabat Mater di G.B. Pergolesi a confronto con la versione in tedesco ad opera di J.S. Bach, con l’ensemble femminile e le soliste I.O.C., archi e continuo.
Ricco di impegni, l’anno 2015 si è concluso per l’International Opera Choir con due produzioni d’opera:
Tosca di Giacomo Puccini presso il Teatro delle Palme di Napoli e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini al Teatro Argentina di Roma in occasione del 200° anniversario della prima rappresentazione proprio nel Teatro in cui vide la luce.
Per le celebrazioni del Giubileo della Misericordia, indetto nel 2016 da Papa Francesco, lo I.O.C. ha organizzato un Concerto Solenne per la Domenica delle Palme nella Chiesa di San Bellarmino in Roma, intitolato “Un Dono per Casa Wanda” e realizzato allo scopo di raccogliere fondi per il completamento di un centro diurno per malati di Alzheimer della Caritas Diocesana di Roma. L’esecuzione della Via Crucis di Franz Liszt ha avuto i Patrocinii della Fondazione Carla Fendi e della Cappella Musicale Pontificia.
Nel 2016, lo I.O.C. è nuovamente invitato al 59° Festival di Spoleto per la produzione de Le Nozze di Figaro di W. A. Mozart, con la regia di Giorgio Ferrara e la direzione musicale del M° James Conlon, trasmessa in diretta su RAI5, il 24 giugno.
A settembre 2016 collabora con il produttore discografico Robert Rose, presso gli studi della Forum Village di Roma, per la registrazione in studio di “The Lord’s prayer” e “ Do you hear what i hear”, cantate da Russel Watson, noto cantante inglese che unisce lirica e musica pop.
Mentre a novembre 2016 registra presso gli studi della Digital Records, una Messa a quattro voci di Bruno Zambrini, grande autore di canzoni di successo , interpretate da Patty Pravo e Gianni Morandi.
Per la Rassegna Sacrum, a novembre e dicembre 2016, presso la Chiesa dell’Ara Coeli di Roma, l’International Opera Choir esegue la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e la IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven, con 80 elementi, guidato dalla bacchetta del M° Jacopo Sipari e trasmessi da Telepace.


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