BEETHOVEN: IL CUORE. MOZART: IL GENIO

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Quando:
1 agosto 2017 giorno intero
2017-08-01T00:00:00+02:00
2017-08-02T00:00:00+02:00
Dove:
PARCO DELLA RIMEMBRANZA

Martedì 1 Agosto, ore 21.15
PARCO DELLA RIMEMBRANZA

CICLO SINFONICO

“BEETHOVEN: IL CUORE. MOZART: IL GENIO”

L. V. BEETHOVEN: SINFONIA N. 5 IN DO MINORE OP. 67
W. A. MOZART: SINFONIA CONCERTANTE IN E-FLAT MAJOR, K.364/320D
G. ROSSINI: VARIAZIONI IN DO PER CLARINETTO

Orchestra Filarmonica del Festival – OFB

con la partecipazione straordinaria di
Violino solista: Cecilia LACA, Primo Violino di Spalla Teatro di San Carlo di Napoli.
Viola solista: Antonio BOSSONE, Prima Viola Teatro di San Carlo di Napoli
Clarinetto solista: Raffaele BERTOLINI, Solista Internazionale

Direttore:
Bojan SUDJIC, General Manager e direttore principale RTS Radio – Tv Symphony Orchestra Serbia

“BEETHOVEN: IL CUORE. MQOZART: IL GENIO”

L. V. BEETHOVEN – SINFONIA N. 5 IN DO MINORE OP. 67

A. MOZART – SINFONIA CONCERTANTE IN E-FLAT MAJOR, K.364/320D

ROSSINI – VARIAZIONI IN DO PER CLARINETTO

Orchestra Filarmonica del Festival – OFB

Violino solista: Cecilia LACA

Primo Violino di Spalla Teatro di San Carlo di Napoli.

Viola solista: Antonio BOSSONE

Prima Viola Teatro di San Carlo di Napoli

Clarinetto solista: Raffaele BERTOLINI

Solista Internazionale

Direttore: Andrea VELA, Direttrice principale Orquesta Sinfonica de Loja – Equador

V. BEETHOVEN – SINFONIA N. 5 IN DO MINORE OP. 67

La Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67 fu composta da Ludwig van Beethoven fra il 1807 e l’inizio del 1808. Fu eseguita per la prima volta il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, in una serata musicale che non ebbe particolare successo, forse a causa del freddo e della lunghezza del programma. I primi abbozzi dell’opera risalgono in realtà al 1804. Si tratta, in effetti, del lavoro sinfonico di Beethoven che ebbe la gestazione più lunga e travagliata (si pensi che i primi abbozzi nascono quando l’autore stava ancora lavorando alla Sinfonia n. 3, mentre la conclusione del lavoro si intreccia con la composizione della Sinfonia n. 6).

Movimenti

Allegro con brio

Il primo movimento (“Allegro con brio”) è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall’autore: inizia con il famoso motivo di quattro note (riportato qui sopra) che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta “il destino che bussa alla porta”, popolarmente interpretato come l’inquietudine per la sordità crescente [2]. Strutturalmente, si tratta di un movimento in forma-sonata, in cui il tema principale deriva integralmente da questo motivo iniziale di quattro note; lo stesso tema secondario, esposto, conformemente alle regole scolastiche, in Mi bemolle maggiore (che è per l’appunto la tonalità relativa maggiore di Do minore), appare contrappuntato dal motivo iniziale della sinfonia e rimane del tutto escluso dal successivo sviluppo, basato esclusivamente sul primo tema.

Andante con moto

Il secondo movimento (“Andante con moto”) è un andante in La bemolle maggiore, che introduce un clima di distensione, anche se non mancano le reminiscenze ritmiche del motivo iniziale della sinfonia. Le parti più attive di questo movimento sono esposte in Do maggiore; protagonisti sono gli ottoni. Interessante è la strutturazione delle esposizioni delle parti attive del movimento: nella prima esecuzione, violini e viole accompagnano suonando gli accordi di Do maggiore e Sol maggiore, in terzine, con una consequenziale sensazione di lentezza ma di marcia; la seconda esecuzione, sempre di violino e viola, prevede l’utilizzo di quartine al posto di terzine, dando maggiore movimento alla parte; la terza esecuzione, invece, prevede che i violini e le viole ridiventino coprotagonisti.

Allegro

Il terzo e quarto movimento della sinfonia sono uniti fra loro senza praticamente soluzione di continuità, una scelta musicalmente piuttosto rara.

Il tema principale del terzo movimento (che Beethoven, a differenza del solito, non intitola Scherzo[1]), di nuovo in Do minore, viene esposto in fortissimo e riprende, variandolo, il motivo iniziale del primo movimento. Nella sezione centrale, in tonalità maggiore, violoncelli e contrabbassi suonano all’unisono in passaggi virtuosistici. A questa sezione segue la ripresa, in cui il tema iniziale è esposto questa volta piano, che sfocia in un ponte modulante che conduce direttamente al Finale (“Allegro”).

Allegro – Presto

Il quarto movimento, in Do maggiore, inizia con toni cupi e drammatici, suonati dai violoncelli e dai contrabbassi. Riprende poi il tema principale del primo movimento, nuovamente esposto in fortissimo dai corni e dai tromboni, perdendo poco a poco i suoi toni drammatici grazie alle sonorità più leggere degli oboi e trasformandosi in una rappresentazione della vittoria dell’ottimismo e della certezza morale sul destino. Il discorso viene prima esposto in Sol (dopo la parte iniziale in Do) e, dopo aver ripreso il tema del terzo movimento in Do minore, viene riesposto in Do maggiore con un accelerarsi del ritmo, fino all’esplosione finale.

Influenze sulla cultura popolare

Le quattro note introduttive a Quinta Sinfonia sono molto famose nella cultura pop, appaiono quindi in numerose opere, generalmente indicando un momento di tensione. I riferimenti cinematografici sono molto numerosi, citiamo per esempio Fantasia 2000 (2000), Mani di velluto (1979), Omicidio! (1939), ecc.

L’attacco della sinfonia fu anche usato dalle trasmissioni in italiano della famosa Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l’iniziale V di Victory. Probabilmente anche per questo motivo la sinfonia viene utilizzata durante il film V per Vendetta e viene citata inoltre nella graphic novel V for Vendetta dalla quale il film è tratto.

Nell’estate 2003 viene riadattata una cover della canzone di Robin Thicke con il titolo When I Get You Alone. La Quinta Sinfonia fu anche riarrangiata in versione disco da Walter Murphy per il film La febbre del sabato sera.

A. MOZART
SINFONIA CONCERTANTE IN E-FLAT MAJOR, K.364/320D

La sinfonia concertante per violino, viola e orchestra in Mi bemolle maggiore K 364 (K6 320d) di Wolfgang Amadeus Mozartpuò a pieno diritto essere considerata un doppio concerto.

Essa viene composta a Salisburgo nel 1779 immediatamente dopo il concerto per due pianoforti e orchestra K 365, anch’esso nella tonalità Mi bemolle maggiore, al ritorno dal viaggio che lo aveva portato da Mannheim e a Parigi.
Il genere concertante era di gran moda in quelle città, soprattutto Mannheim, che potevano vantare il primato in Europa, con orchestre di prima qualità sia per la presenza di virtuosi eccelsi che per ampiezza e affiatamento dell’organico. La complessa dinamica orchestrale della composizione riflette la crescente competenza tecnica dell’orchestra europea di quel periodo ed è stata fortemente influenzata dal cavalier di Saint-George che aveva incontrato a Parigi e il cui Concerto per violino e orchestra n 5 Mozart cita nel movimento finale.

Per tornare alla sinfonia concertante, va rilevato che Mozart non concepisce una struttura nella quale ai solisti vengano riservate ampie possibilità individuali ma piuttosto di creare un dialogo violino e viola e tra questi e l’orchestra. La logica è quella cameristica post haydniana, dove non esiste prevalenza tra i componenti e il cui antagonismo Hermann Abert ben caratterizzerà con le parole “amichevole rivalità”.

Il primo tempo allegro maestoso è una pagina sinfonica. L’andante è invece una pagina lirica in cui l’orchestra ha funzione di accompagnamento dei due strumenti solisti che senza soluzione di continuità alternano e compenetrano temi di soave bellezza e irresistibile poesia. Il presto che conclude la sinfonia concertante è un rondò dal ritmo instancabile e luminoso.

Una curiosità è il fatto che la viola secondo le indicazioni di Mozart dovrebbe essere accordata mezzo tono più in alto del normale, per cui la parte di questo strumento è scritta in Re maggiore. Normalmente però oggi i violisti preferiscono suonare con lo strumento accordato normalmente. Mozart ha avuto inoltre cura di scrivere egli stesso le cadenze, di cui quella del secondo movimento è di incredibile bellezza.

Dati sull’opera

Catalogo Köchel

K 364 (K6 320d)
Durata: 32 minuti
Movimenti:

Allegro maestoso (4/4, Mi bemolle maggiore)
Andante (3/4, do minore)
Presto (2/4, Mi bemolle maggiore)
Organico:

solisti (violino, viola) – 2 oboi – 2 corni – archi
Luogo e data di composizione: Salisburgo. estate 1779
Prime edizioni a stampa: André, Offenbach, 1802

Cecilia Laca

Antonio Bossone

Raffaele Bertolini


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